La Storia |
LABORATORIO TEATRALE PER STUDENTI
Liceo Scientifico Statale “Leonardo da Vinci”
Anno Scolastico 2000-2001
Oggetto: Relazione conclusiva sulle repliche di “Molto Rumore Per Nulla” di Shakespeare
Rappresentazioni:
a seguito di intese raggiunte con la Provincia di Firenze ed il Teatro di Rifredi, lo
spettacolo è andato in scena il 18 Ottobre 2000.
a seguito di intese raggiunte con i responsabili per l’allestimento di “Città Superiore”,
manifestazione promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze, la replica è
avvenuta il 12 Novembre 2000 presso la Stazione Leopolda.
Valutazione dei risultati:
gli allievi attori, assistenti alla regia e scenografi, si sono mostrati assai motivati e
disponibili al recupero veloce dell’allestimento, con riguardo al ritmo, alla tensione e
alla dizione, per cui la rispondenza dei partecipanti all’opera del regista e della
professoressa Manfredi è stata elevata.
La professoressa Cini e il professor Tacconi hanno provveduto al nuovo allestimento con
spirito di inventiva, adattamento ed efficienza, coinvolgendo gli studenti addetti alla
scenografia così da attivare una efficace azione educativa.
Gli spettacoli hanno registrato un’ottima affluenza di pubblico ed hanno avuto successo.
La collaborazione con gli Enti, curata in prevalenza dalla professoressa Bracciante, ha
avuto esiti diversificati, buoni con la Provincia e con il Teatro di Rifredi, grazie alle
capacità organizzative dimostrate, mentre è risultata deficitaria con il Comune di Firenze,
a causa della lentezza dei contatti, delle disfunzioni organizzative, della scarsa
diffusione pubblicitaria. Ciò ha generato notevoli disagi per i docenti e per gli allievi
coinvolti; anche gli ambienti messi a disposizione si sono rivelati poco idonei, per
l’acustica insufficiente e la carenza di supporto per l’allestimento delle scenografie.
Si è spesso reso necessario reperire spazi idonei per le prove; a tale proposito vanno
segnalate la carenza di ambienti adeguati nel nostro Liceo e la disponibilità dimostrata
dalla Scuola Media Guicciardini per sopperire a tale situazione.
Organizzazione:
Per i nuovi allestimenti sono stati necessari sia incontri con gli Enti preposti sia
prove con gli allievi, come sotto specificato.
Per lo spettacolo di Rifredi sono stati necessari numerosi contatti telefonici, sia con
la Provincia che con i tecnici, oltre alle sedute di montaggio della scenografia.
Alle prove sono stati destinati 5 incontri (vedi allegato) per i saggi di memoria, il
ripasso delle singole scene, le variazioni e le prove filate.
In questo ambito si sono realizzati gli accordi con i musicisti, diretti dal professor
Daniele Lippi, responsabile del progetto Musica varato dalla scuola Guicciardini.
Prima dello spettacolo, su richiesta della Provincia, si è tenuta una riunione fra i
responsabili dei Laboratori Teatrali delle scuole del territorio per discutere i risultati
e le finalità di questa iniziativa, per i quali sono stati considerati significativo il
lavoro svolto e l’apporto fornito dal nostro Liceo.
Per lo spettacolo della Stazione Leopolda sono stati necessari incontri organizzativi fra
i docenti ed i responsabili del progetto, iniziati già alla fine dello scorso anno
scolastico e ripresi da Settembre sia al Liceo Galileo che alla Stazione Leopolda, allo
scopo di fornire sussidi ed istruzioni per la realizzazione.
Nuove prove per gli attori si sono tenute in due incontri avvenuti presso la scuola
Guicciardini e nella prova generale, nello spazio teatrale della Stazione Leopolda.
Firenze, li 19/02/2001
Anna Maria Bracciante
Rosalba Cini
Lucia Manfredi
Stefano Massini
A cena in una piacevole e tiepida sera estiva di mare, durante una leggera conversazione
sulle idee per il prossimo anno scolastico, si concretizzò il desiderio di mettere in scena
un breve testo scritto da Stefano per adattare vari spunti di novelle e commedie di
Pirandello in una pièce che ne esprimesse alcuni aspetti del pensiero.
Le circostanze si presentavano favorevoli: c'erano i ragazzi, quelli del nostro laboratorio
teatrale, ed altri nuovi, attirati dalla possibilità, c'era il luogo, la bella e ampia aula
da disegno della prof.ssa Cini, collegabile ad un'altra contigua, e soprattutto c'era l'occasione
opportuna, le iniziative per l'ottantesimo anniversario della fondazione del liceo scientifico
Leonardo da Vinci.
L'organizzazione si mette in movimento. Riunioni degli attori, prove, costumi, accordi per
l'allestimento e la predisposizione dell'ambiente, di solito occupato da tavoli da disegno e
sgabelli, per accogliere con sufficiente agio il pubblico. Tutti collaboriamo, pieni di allegria,
creatività, aspettativa: ognuno vuol dire la sua, perfino su come servire il piccolo rinfresco
preparato per gli ospiti, io ripasso con un po' d'ansia e segno sul copione i punti in cui devo
far partire i diversi brani musicali, a Lucia viene la bellissima idea di arredare l'entrata
della sala con due imponenti maschere teatrali e drappi usati per lo spettacolo su Boccaccio,
Caterina, presente con la sua solita abilità, aiuta a fissare il fondale che nasconde le finestre.
Ecco, quando tutto è ormai pronto, arriva una sorpresa, gesto delicato di attenzione da parte
del preside: piante e composizioni di fiori ravvivano la scena coi colori della Sicilia.
La rapprentazione sembra piacere a colleghi, allievi, genitori, curiosi e, lo speriamo, anche
al preside che ci ha dato fiducia.
Lo spettacolo ci immerge come d'incanto, con una voce narrante, nel paesaggio mille volte
contemplato e amato da Pirandello: è l'inizio della novella La giara, gustosa e vivace, ma ben
presto scopriamo che è pensata come una finzione teatrale, che si interrompe bruscamente perchè
un attore è in ritardo e, quando arriva, felice e insensibile ai rimproveri, annuncia che ...il
treno ha fischiato!.
Insomma, gli spettatori cominciano a capire il gioco: lo spettacolo si rivela un meccanismo di
rielaborazioni a incastro; si crea attesa, una sorta di sfida letteraria a cogliere citazioni
dalle opere: appaiono i Sei personaggi, Uno, nessuno, centomila, Canta l'Epistola, Ciaula scopre
la luna.
I ragazzi sono bravi: alternano dialoghi fitti di battute, monologhi, espressività gestuale e
di voci, la preferita per degli adolescenti, e così avviene quello che tutti noi desideravamo,
che è l'arte del teatro: l'immaginazione vola e diventano vivi i personaggi, le loro emozioni,
mentre il mondo di Pirandello si anima della varietà dei sentimenti e di quell'umorismo che
disegna la fragilità e la ricchezza umana di ciascuno di noi, perfino con le più profonde
aspirazioni alla libertà e al contatto, seppur irrazionale, col mistero dell'infinito.
E' un attimo: le note sfumano, il pubblico rimane sospeso qualche istante, ancora immedesimato
in quell'atmosfera, poi gli applausi: “Bene, ha funzionato, anche stavolta è andata”.
Fuori dalla sala il rinfresco, tanti complimenti, grazie a tutti, a domani, ci sono altre due
rappresentazioni. Fare teatro per comunicare con altri spettatori ed esserci con la stessa carica
della prima volta.
Anna Maria Bracciante